lunedì 15 aprile 2013

Incontro con Andrea Baranes giovedì 18 aprile

Giovedì 18 aprile alle ore 20.45 l’associazione culturale Porte Aperte vi ricorda l’appuntamento con Andrea Baranes presso la sede in via Matteotti 14/A (Castelfranco Veneto) per l’incontro CAPIRE E SUPERARE LA CRISI.

Nato a Roma nel 1972, laureato in Ingegneria chimica, dal novembre del 2011 Andrea Baranes è presidente della FondazioneCulturale Responsabilità Etica, della rete di Banca Etica. È portavoce della coalizione Sbilanciamoci! e della campagna 005 per l'introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie. È membro del Comitato Etico di Etica Sgr. È stato responsabile delle campagne su istituzioni finanziarie private presso la CRBM (Campagna per la Riforma della Banca Mondiale). È autore di diversi libri sui temi della finanza e dell'economia, tra i quali  "Finanza per Indignati" (Ponte Alle Grazie), "Come depredare il Sud del mondo" e "Il grande gioco della fame"  (Altreconomia) e "Per qualche dollaro in più – come la finanza casinò si sta giocando il pianeta" (Datanews). Collabora con riviste specializzate nel settore economico e della sostenibilità, quali "Valori" e "Altreconomia" e con i siti Sbilanciamoci.info e Non Con I Miei Soldi.

martedì 9 aprile 2013

Dal Grappa al Piave - 12 e 13 aprile 2013


Città di Castelfranco Veneto  -  Assessorato alla Cultura                     

                                                                              

Associazione culturale - PORTE APERTE




Castelfranco Veneto


Dal Grappa al Piave.
Luoghi e memorie della Prima Guerra Mondiale: verso il centenario

PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE

Venerdì 12 aprile 2013 – ore 20.45–23.00

Teatro Accademico

Saluti
Dott. Giancarlo Saran, Assessore alla Cultura del Comune di Castelfranco Veneto


Memoria e rielaborazione letteraria
Michele Bordin
Introduzione

INTERVENTI
Michele Bordin
Dottore di ricerca in Italianistica (Università di Venezia); docente di materie letterarie (I.P.S.S.A.R. “G. Maffioli”, Castelfranco Veneto).
Sacrifici umani: la Prima guerra mondiale nella poesia di Andrea Zanzotto

Paolo Malaguti
Scrittore; docente di materie letterarie (Liceo Ginnasio Statale “G.B. Brocchi”, Bassano del Grappa).
È autore del romanzo Sul Grappa dopo la vittoria, Treviso, Santi Quaranta, 2009 (Premio “Latisana per il Nord-Est”, 2010) e di Sillabario veneto. Viaggio sentimentale tra le parole venete, Treviso, Santi Quaranta, 2011.

Andrea Molesini
Scrittore; docente di Letterature comparate (Università di Padova).
È autore del romanzo Non tutti i bastardi sono di Vienna, Palermo, Sellerio, 2010 (Premio SuperCampiello, Premio Comisso e Premio “Latisana per il Nord-Est”, 2011).

Letture in forma scenica di poesie di Andrea Zanzotto e brani delle opere di Malaguti e Molesini a cura del gruppo teatrale Lo Specchio e accompagnamento di improvvisazioni al pianoforte del M.° Jeremy Norris


Sabato 13 aprile 2013 – ore 9.30–13.00
Teatro Accademico


Storia, memorie, rappresentazioni e percezioni contemporanee
dei luoghi e degli spazi della Grande Guerra tra Grappa e Piave

Giacinto Cecchetto
Introduzione


INTERVENTI
Livio Vanzetto
Storico, già direttore ISTRESCO; dal 1996 al 2012 docente a contratto di “Storia del giornalismo e delle comunicazioni sociali” (Università di Trieste)

Cima Grappa, luogo di costruzione della memoria
(con proiezione del docufilm “Monte Grappa luogo della memoria” di Massimo Prevedello e Livio Vanzetto)

Francesco Vallerani
Professore ordinario di Geografia (Università Ca’ Foscari, Venezia)

Hanno combattuto per questo? La Grande Guerra e il Veneto: da paesaggio della memoria alla frammentazione postmoderna.





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lunedì 8 aprile 2013

mercoledì 10 aprile: "FURORE" di J. Ford (1940)



Furore  (The Grapes of Wrath)

Regia: John Ford

USA, 1940, durata 129 min., b/n

Interpreti: Henry Fonda, John Carradine, Jane Darwell, Russel Simpson, John Qualen, Ward Bond, Grant Mitchell, Charley Grapewin, Doris Bowdon, Frank Sully.







Uscito di prigione, Tom Joad (Fonda) scopre che la che la terra si è inaridita e la fattoria della sua famiglia è stata espropriata dalle banche. Insieme alla famiglia parte per la California in cerca di fortuna.

«Se i film immediatamente precedenti avevano mostrato il grado di maturità dell’arte fordiana, sia come padronanza tecnica che come pienezza di sentimento, Furore ne segnò il compimento. Partendo dal libro di Steinbeck la sceneggiatura di Nunnally Johnson descriveva, con forza e senza falsi pudori, la lenta distruzione di una famiglia contadina che, dopo essere stata sfrattata dalla sua terra nella dust bowl in Oklahoma, per sopravvivere si spinge ad Ovest in cerca di lavoro. Anche se l’adattamento aveva un tono più liberal-riformista che radicale, il film raccontava questa vicenda con un’onestà del tutto eccezionale per un film hollywoodiano. Il tono realistico era perfettamente asservito dalla fotografia di Gregg Toland. Potente e austera (senza mai essere raffinata), era caratterizzata da una sottile sobrietà di tono e da una costante grandezza compositiva che esprimevano perfettamente la concezione eroica di Ford. Poiché proprio lo stile epico con cui Ford sviluppò il racconto, e la sua appassionata, caustica, tenera umanità, conferiscono al film la sua vera grandezza. Si tratta di un’opera monumentale, in cui tuttavia non vanno mai perduti i piccoli, ma infinitamente importanti aspetti della sofferenza e della speranza. Tutti i personaggi hanno il rilievo della vita reale; e, in primo piano, il Tom Joad di Henry Fonda, la Ma’ di Jane Darwell e il Casey di John Carradine impersonano, ciascuno a suo modo, la disperata e contraddittoria ricerca di giustizia sociale e solidarietà da parte dell’uomo». (tratto da Lindsay Anderson, John Ford, Ubulibri, Milano, 1985)



Gruppo Cinema Arsenale Rosebud

Renato Carlassara


lunedì 18 marzo 2013

giovedì 21 marzo: "SCARFACE" di H. Hawks (1932)



Scarface  (Scarface. The Shame of a Nation)
Regia: Howard Hawks
USA, 1932, durata 90 min., b/n
Interpreti: Paul Muni, Ann Dvorak, Gorge Raft, Boris Karloff, Karen Morley, Vince Barnett, Osgood Perkins, C. Henry Gordon.
File:Scarface 1932.JPG


Ascesa e caduta di Tony Camonte (Paul Muni), boss della mafia. Tradito dall’amore morboso per la sorella (Ann Dvorak), uccide il suo braccio destro (George Raft) che in segreto l’aveva sposata. Il declino è tragico e ineluttabile.
Il film che Hawks preferiva, prodotto da Howard Hughes e sceneggiato da un quintetto all stars capitanato da Ben Hecht, sotto il costante controllo di Hawks stesso. Pesantemente rimaneggiato dalla censura che ha imposto due finali alternativi e altre scene in seguito eliminate. Il sottotitolo “Vergogna di una nazione” è stato voluto dal  produttore per placare il moralismo imperante.
Un succedersi di sparatorie, di corse in automobile per le strade cittadine, di ambientazioni lugubri e notturne o vistosamente lussuose e scintillanti: tutti gli stereotipi, fissati una volta per tutte, del genere che questo film inaugura, il gangster movie. Del genere, tuttavia, rimane uno dei vertici insuperati «non per la furia saettante del ritmo, non per la ricca galleria dei personaggi, non per la vigoria plastica delle immagini e nemmeno per la mancanza di scorie sentimentali» (Morandini). Come ricorda lo stesso Hawks nella bella, lunga intervista rilasciata a Joseph McBride, la trama non sarebbe altro che la storia della famiglia Borgia ambientata nella Chicago del Proibizionismo, con tanto di rapporto incestuoso, che non è stato possibile sviluppare compiutamente, tra fratello e sorella.
Rifatto da Brian De Palma nel 1983, con Al Pacino protagonista.




Gruppo Cinema Arsenale Rosebud
Renato Carlassara

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giovedì 14 marzo 2013

La crisi del sistema ed il sistema della crisi

Giovedì 14 marzo alle ore 20.45 si tiene il primo incontro presso la sala "Pacifico Guidolin" (biblioteca comunale di Castelfranco Veneto). Chi non avesse ancora la tessera associativa 2013 è invitato a presentarsi un quarto d'ora prima l'inizio dello spettacolo.

“Ottobre 1929: la tempesta perfetta” è il titolo della presentazione storica condotta dal professore Roberto Melchiori, cui seguirà la visione del film I DIMENTICATI (SULLIVAN’S TRAVELS) diretto da Preston Sturges nel 1941 e interpretato da Joel McCrea e Veronica Lake.


John Sullivan, regista di commedie e musical, vorrebbe fare un dramma sociale sulla povertà e si traveste da vagabondo per conoscerne la realtà. Dopo molte avventure maturerà idee più chiare sul significato e il fine ultimo del suo lavoro. È forse il migliore e sicuramente il più noto dei film di Sturges per la sagacia con cui mescola _ talvolta all'interno della medesima sequenza _ i generi cinematografici e i toni (commedia, farsa, dramma, dramma sociale) sino a risolversi in un vero manifesto di poetica. Un epilogo assai discusso. Dedicato "A tutti gli uomini buffi e i clown che hanno fatto ridere la gente." V. Lake cominciò le riprese incinta di 6 mesi, senza dirlo a nessuno. Notevole apporto della fotografia di John Seitz. [il Morandini]

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domenica 24 febbraio 2013

LA CRISI DEL SISTEMA E IL SISTEMA DELLA CRISI


CINERASSEGNA ARSENALE ROSEBUD/PORTE APERTE

LA CRISI DEL SISTEMA E IL SISTEMA DELLA CRISI

di Gian Giacomo Petrone

I periodi di grande disagio sociale, economico, politico sono stati spesso capaci, per reazione, di stimolare la creatività umana e di indirizzarla verso la ricerca della verità e del senso delle cose, attraverso il racconto o la rappresentazione del mondo. Non di rado, infatti, è proprio l’arte a cogliere i segni, i sintomi e gli orizzonti di significato più estremi di un’epoca, riuscendo talora ad individuarne anche l’essenza più profonda. Di qui, l’idea di proporre una cinerassegna che metta a confronto la recessione economica del ’29 con quella attuale, mostrandone le contiguità e le dissonanze.
I film ambientati nella fase della grande depressione (coevi a tale momento storico od anche girati successivamente) hanno in comune, con molti di quelli che si occupano della crisi attuale, il fatto di soffermarsi prevalentemente, se non esclusivamente, sugli effetti che la crisi stessa produce, a livello individuale e collettivo, senza preoccuparsi di indagarne le cause od individuarne gli eventuali artefici. Da questo contesto, emergono delle opere in grado, comunque, di configurarsi come indici di un malessere complessivo ed anche, allo stesso tempo, di trasfigurarlo e, talora, di esorcizzarlo.
È solo oggi, però, che il cinema tenta anche di rivelare cosa avviene dietro le quinte degli apparati economico-finanziari – anche se non è certo oggi che nasce il cosiddetto “cinema di impegno civile” – per capire se la crisi globale del sistema, anziché delinearsi come cedimento strutturale, non nasca invece dal dolo o dalla volontà criminale di chi muove i capitali, cioè i fili del potere che ci governa.




LA CRISI DEL SISTEMA E IL SISTEMA DELLA CRISI.

Calendario dei film ed incontri riguardo la situazione economica attuale:

I parte

1) giovedì 14 marzo : presentazione dal punto di vista storico del prof.. Melchiori : “Ottobre 1929:la tempesta perfetta”
     visione del film: "I DIMENTICATI" di Preston Sturges (1942).

2) giovedì 21 marzo: "SCARFACE"  di H. Hawks (1932)  

3) giovedì 28 marzo: "IL BACIO DELLA PANTERA"  (1942) di J. Tourneur  presentazione Silvia Moras di  cinemazero

4) mercoledì 10 aprile: "FURORE" di J. Ford (1940) 

5) mercoledì 17 aprile: "PAPER MOON"  di P. Bogdanovich  (1973)

6) giovedì 18 aprile:   Andrea Baranes : “Capire e superare la crisi”  (sala in Via Matteotti, 14/a, Castelfranco)

7) martedì 23 aprile: Alessandro Marzo Magno: “L’invenzione dei soldi” (sala in via Matteotti, 14/a, Castelfranco)

8) giovedì 2 maggio: "AMERICA 1929: STERMINATELI SENZA PIETA'" di  M. Scorsese (1972)

  
II parte
1) martedì 7 maggio: Eugenio Benetazzo: “Neurolandia”  (Centro Bordignon, quartiere Valsugana, Castelfranco Veneto)

2) giovedì 9 maggio : "COSMOPOLIS" di D. Cronenberg (2012)

3) martedì 14 maggio:  Federico Callegari: “L’impatto della crisi nell’economia provinciale e possibili nuov  scenari”.

4) giovedì 16 maggio: "INSIDE JOB" di C. Ferguson  (2010)

5) giovedì 23 maggio: "MARGIN CALL"  di J. C. Chandor (2011)

Tutti gli eventi si terranno presso la sala Pacifico Guidolin – Biblioteca di Castelfranco (salvo diversa indicazione a margine)
 
La rassegna cinematografica è realizzata con il sostegno di:












giovedì 1 marzo 2012

Leggere per Leggere - Incontri con gli autori























LEGGERE X LEGGERE è un progetto di incontri letterari organizzato dall'Associazione Culturale Porte Aperte di Castelfranco Veneto che avrà luogo in tre serate a partire dal 6 marzo 2012.

Gli autori sono stati invitati per l'approccio molto particolare alle problematiche del territorio che indurranno, senza dubbio, ad un'analisi critica profonda dell'attuale situazione veneta.

PROGRAMMA DETTAGLIATO:

6 marzo 2012: Marco Ballestracci incontra MASSIMO CARLOTTO, il più importante noirista italiano che del Veneto ha sempre dato una rappresentazione che lascia sbigottito il lettore.

15 marzo 2012: Lisa Pietrobon incontra MASSIMILANO SANTAROSSA, scrittore molto particolare e, al contempo, editore molto particolare per due visioni diverse del Nord Est contemporaneo.

20 marzo 2012: Antonio Frigo (La Tribuna di Treviso) incontra FULVIO ERVAS che per Marcos Y Marcos ha creato una serie di normali e inquietanti personaggi della provincia veneta.

giovedì 9 febbraio 2012

Il Grande Lebowski

Il Grande Lebowski (The Big Lebowski)

Regia, sceneggiatura, montaggio: Joel e Ethan Coen

Interpreti: Jeff Bridges, John Goodman, Julianne Moore, Steve Buscemi, David Huddleston, John Turturro, Ben Gazzara, Philip Seymour Hoffman, Tara Reid, Peter Stormare, Sam Elliott

USA-GB, 1997, durata 117 min., colore


Jeffrey Lebowski detto Drugo (Dude nell’originale), vecchio ragazzo degli anni ’70, uno degli estensori del manifesto di Port Huson che diede origine alle contestazioni studentesche (ma “della prima versione, quella più dura”), disoccupato, pacifista, dedito al bowling, alle amicizie e alla marijuana, viene scambiato da dei teppisti per un famoso miliardario suo omonimo. Nel tentativo di chiarire l’equivoco si trova coinvolto in un’intricata quanto sconclusionata vicenda di rapimento di cui, in qualche astrusa maniera, verrà a capo.

Rielaborazione dei fratelli Coen di un classico del noir come Il grande sonno di Howard Hawks infarcita di intelligenti sconfinamenti surreali nei generi più disparati, dal western al musical alla Busby Berkeley, senza tradire l’originaria, intima natura del Marlowe chandleriano, la sua malinconica, rassegnata ma dignitosa accettazione della propria marginalità e la coscienza morale di essere dalla parte giusta. La figura del protagonista risalta su una galleria di personaggi che, ciascuno nella propria specifica tipicità, sono lo specchio di un mondo che ha perduto qualsiasi senso e che tuttavia abbiamo voluto così: l’ottuso reduce del Vietnam (Goodman), il miliardario arricchitosi a suon di espedienti, falso e trombone (Huddlestone) con tanto di moglie giovane, fedifraga e siliconata (Reid), lo yes-man viscido e servile (Hoffman), il giocatore di bowling maniaco e pervertito (Turturro), il regista porno (Gazzara), il bandito nichilista (Stormare), l’artista vaginale (Moore), il poliziotto neo-nazista.

È così che Dude il pigro (“il più pigro di Los Angeles, il ché lo colloca di fatto fra i più pigri al mondo”) trova una mai invocata, cinica redenzione: grazie a quel distacco dal mondo, a quello stupore tranquillo che solo un’accidia strenuamente difesa permette elevandosi a paradigma della sopravvivenza.

Gruppo Cinema Arsenale Rosebud

Renato Carlassara

giovedì 2 febbraio 2012

Che fine ha fatto Baby Jane ?


Che fine ha fatto Baby Jane ?
(What Ever Happened to Baby Jane ?)
Regia: Robert Aldrich
USA, 1962, durata 129 minuti, bianco e nero.

Siamo nel 1917: Jane Hudson è una bambina prodigio che, grazie alle precoci doti canore e alla bellezza, gira per i teatri di vaudeville degli Stati Uniti insieme al padre, che l'accompagna nei suoi numeri di canto e ballo. Il successo tuttavia è troppo per non far sì che Baby Jane assuma atteggiamenti da diva viziata e capricciosa, che tratta tutti, e specialmente la timida sorella Blanche, in modo altezzoso e sprezzante.
Lo scenario cambia radicalmente quando le due sorelline crescono. Con l'adolescenza Baby Jane perde la freschezza che aveva prima ed iniziano per lei gli insuccessi. Al contrario, Blanche intraprende con successo la via dello spettacolo, diventando una delle dive più famose, belle e pagate dello star system hollywoodiano della prima metà degli anni trenta. Ma nel 1935 la sua carriera si interrompe tragicamente quando una sera, un incidente automobilistico dai contorni poco chiari provocato volontariamente da una delle sorelle Hudson, porta Blanche su una sedia a rotelle rompendosi la spina dorsale. Pare che la responsabile dell'incidente sia Jane. Si arriva al 1962. Jane, ormai alcolizzata e mentalmente disturbata, sottopone l'indifesa Blanche alle più macabre angherie, quasi per vendicarsi del successo e della popolarità che - nella sua mente contorta - quest'ultima le avrebbe rubato. In un folle delirio una Jane ormai ultra-cinquantenne decide addirittura di rimettere in scena il numero che era solita portare in palcoscenico quando era ancora la bellissima ed acclamata Baby Jane, coinvolgendo tra l'altro un giovane pianista sbandato di nome Edwin Flagg. Inutile dire che il progetto fallisce miseramente ancor prima di abbozzarsi, e questo getta ancor più nello sconforto e nella spirale della pazzia la già instabile Jane. Blanche, intanto, tenta in tutti i modi di persuadere la sorella ad acconsentire alla vendita della casa in cui vivono e ad accettare di farsi curare in una clinica psichiatrica, ma Jane non ne vuol sapere tanto che, quando trova Blanche al telefono con un dottore dopo aver raggiunto il piano inferiore trascinandosi per la balaustra delle scale, la picchia senza pietà e la segrega legata in camera sua. Quando Jane arriva ad uccidere una domestica che aveva constatato il terribile stato di prigionia in cui era tenuta Blanche, la situazione peggiora notevolmente e Jane, impaurita, sembra cercare affetto e protezione in Blanche. In un momento di regressione infantile, Jane decide di portare la sorella ormai esanime in spiaggia dove crede di esser tornata ai tempi in cui da piccola cantava sulla riva del mare destando l'attenzione e l'ammirazione dei bagnanti. Quando Blanche, ormai in fin di vita confessa la verità: al contrario di quanto sempre sostenuto, era stata lei a tentare d'investire Jane con la macchina, ma quest'ultima si era spostata in tempo e l'urto contro il cancello aveva provocato a Blanche la frattura della spina dorsale; uscita a stento dalla macchina dopo che Jane si era allontanata sconvolta, Blanche si era trascinata quasi davanti al cofano, approfittando poi del fatto di esser stata trovata dalla polizia lì per la strada e che Jane era stata rinvenuta ubriaca in un albergo subito dopo, per accusare la sorella, non denunciandola ma facendole rimanere un forte senso di colpa per quell'incidente, le cui vere dinamiche erano state cancellate dalla mente sconvolta di Jane. E Jane, ormai mentalmente regredita, invece che accanirsi contro di lei, si sorprende teneramente dicendole: "Allora in tutti questi anni avremmo potuto essere amiche". Alla fine si lascerà prendere dai poliziotti, circondata da una piccola folla incuriosita, che lei pensa sia lì per vedere Baby Jane esibirsi di nuovo.
Analisi
Il film si presenta come un misto tra melodramma gotico e grand guignol. Nel raccontare il macabro rapporto tra due sorelle ex-dive, non manca anche di deridere il mondo dello spettacolo. Agghiacciante il modo in cui il regista scava nelle menti dei suoi personaggi, descrivendone e compatendone complessi e manie. Da ricordare a proposito l'eccezionale suspense che si crea quando Jane, servendo la colazione a Blanche, la avvisa che ci sono i topi in cantina, e quest'ultima affamata crede, a torto, che sia impossibile che la sorella sia arrivata a metterle un topo sul vassoio.
Il film rappresenta inoltre una grande innovazione nella tecnica di montaggio ed è celebre per aver unito due delle più grandi star della vecchia Hollywood, nonché due delle più acerrime rivali dello schermo: Bette Davis e Joan Crawford.


A cura di Paul Zilio